Febbraio è un mese che non perdona: fuori fa ancora freddo, dentro c’è il riscaldamento acceso e la pelle si ritrova a fare avanti e indietro tra due mondi opposti. Il risultato lo conoscete benissimo: clienti che entrano in farmacia con la pelle che tira, spenta, irritata, ancora più sensibile. Che cosa cercano in farmacia?
La tendenza più evidente è una, ed è molto “da farmacia”: meno corsa al prodotto più forte, più desiderio di equilibrio e gentilezza per la pelle di viso e corpo. Dopo anni di routine complicate e stratificate, febbraio porta spesso il conto: barriere cutanee provate, arrossamenti improvvisi, zone secche diffuse che non si risolvono con una crema qualsiasi, e quella sensazione fastidiosa di pelle che non collabora.
In questo scenario, il consiglio professionale torna protagonista perché rimette ordine. Non serve fare la rivoluzione: spesso basta ricominciare dalle basi, con consigli sensati e raccomandazioni sulla costanza dei trattamenti di riparazione cutanea.
Il consiglio prezioso del farmacista
Partiamo dalla detersione: se ne parla ormai da tempo -e fortunatamente- come di un gesto di trattamento, non come un semplice passaggio di pulizia quotidiana. È qui che tante pelli si sbilanciano, soprattutto d’inverno: detergenti troppo aggressivi, acqua eccessivamente calda, sfregamenti, esfoliazioni fuori tempo. E poi ci si stupisce se il siero brucia… In farmacia, febbraio è il mese giusto per rimettere la detersione al suo posto, sempre il primo di ogni beauty routine che si rispetti: pulizia sì, ma gentile, rispettosa della pelle. E quando è reattiva, la prima cosa che fa davvero la differenza è ridurre gli stress inutili.
Subito dopo arriva l’altro grande tema del momento: la barriera cutanea. Il cliente magari non usa la terminologia precisa, ma descrive benissimo l’esigenza: “Non voglio più sentire fastidio”. È una richiesta concreta, quasi emotiva, che riguarda sia il viso, sia il corpo. Ed è qui che la farmacia può guidare con chiarezza: scegliere formule che diano sollievo e protezione, spiegare che la pelle non si ripara o lenisce in una notte soltanto, ma che, se si lavora bene, torna stabile. Febbraio è il mese delle strategie semplici: un attivo mirato, se serve, ma sostenuto sempre da un’idratazione fatta con intelligenza, non con entusiasmo cieco.
C’è, poi, un cambiamento interessante nel modo in cui le persone percepiscono e raccontano la loro pelle: sempre più spesso la collegano al periodo che stanno vivendo. Stress, poco sonno, pochissimo tempo da dedicare a me stessa e la richiesta non è soltanto “mi fai sparire la ruga” ma “mi rimetti in sesto la pelle”. Per questo a febbraio funzionano molto i prodotti che puntano sul comfort: texture che avvolgono, trattamenti che riducono rapidamente la sensazione di secchezza, routine che non chiedono troppo, sia in termini di tempo, sia di competenza. La bellezza, qui, diventa un gesto quotidiano che calma e risolve, non che complica.
E il corpo? In questo periodo dell’anno la bodycare non è un capitolo minore, anzi. Febbraio è il mese della pelle irritata e secca, che prude, che si screpola, che diventa ruvida su braccia e gambe, che reagisce ai tessuti e ai lavaggi frequenti. Non è ancora stagione di “prova costume”, ed è proprio questo il bello: si lavora per stare bene, non per rincorrere un risultato da calendario.
In farmacia si può fare tantissimo con una proposta coerente: detergenza corpo più delicata, emollienti applicati con regolarità (anche poco, ma ogni giorno), e qualche correzione delle abitudini sbagliate, che spesso vale più di qualsiasi promessa.
Infine, febbraio 2026 porta con sé un desiderio di chiarezza. Il cliente sempre più chiede routine cosmetiche comprensibili e semplici, ma al contempo sicure ed efficaci, che non diano sorprese. Non è necessariamente una richiesta di naturale a tutti i costi, è una richiesta di fiducia. E la fiducia, in farmacia, si costruisce con una cosa sola: un consiglio che funziona davvero. Quello che non spinge a comprare dieci prodotti, ma che fa tornare il cliente soddisfatto, perché finalmente si ritrova a suo agio nella sua pelle.
